Come Progettare un Logo Efficace

Il logo: uno degli elementi grafici di maggiore importanza. Il logo identifica un prodotto, un azienda, un evento, una campagna pubblicitaria. Voglio condividere con voi le norme da seguire per progettare un logo realmente produttivo ed efficace.

Partiamo da un prodotto, che può essere un’azienda, una persona, un sito o una campagna pubblicitaria. Il logo di un prodotto… è il prodotto! In che senso? Ogni cosa che conosciamo ha una rappresentazione visiva nella nostra mente. La funzione del logo è quella di creare nella mente del cliente una rappresentazione semplice e veloce del prodotto che vogliamo vendere.

Se un logo ha la funzione di identificare un prodotto fissandosi nel ricordo del cliente, esso dovrà necessariamente essere un connubio tra semplicità e completezza, dovrà cioè “dire tutto con poche e semplici parole”. Proprio su questo principio si basano alcune norme per la realizzazione di un logo, che tra poco vedremo nel dettaglio.

Dopo avere descritto l’importanza di un logo efficace, applichiamo i principi appena descritti. Quelle che seguono sono le 5 caratteristiche principali che un logo, a mio parere, dovrebbe possedere.

Semplicità
Abbiamo già detto che un logo rappresenta un prodotto e gli consente di essere ricordato. La semplicità è dunque la prima cosa. Un’immagine con tanti colori, forme e scritte sarà infatti molto più complicata da memorizzare rispetto ad una meno articolata, e l’associazione logo-prodotto risulterà quindi più difficile. Ciò si traduce in alcune linee guida
Elimina ogni elemento superfluo.
Evita dettagli complessi.
Progetta un logo inscrivibile idealmente in una forma regolare (rettangolo, cerchio, ecc.).
Non usare più di tre colori.
Non usare più di due font.
Non abusare di ombre, riflessi, gradienti, ecc.
Non utilizzare foto.

Originalità
Un logo deve distinguere il tuo prodotto dagli altri, quindi deve distinguere se stesso da un altro logo. Ciò che rappresenta il tuo prodotto deve quindi essere unico e del tutto differente da qualunque cosa tu abbia già visto. Anche per questo motivo non è obbligatorio che il logo rappresenti il prodotto che vogliamo vendere (basti pensare all’ormai noto logo della Apple, che di certo non rappresenta un computer). Dal principio dell’originalità nascono alcune linee guida:

Inventa un design unico.
Non seguire alcun tipo di moda.
Non usare “pezzi” di loghi famosi.
3. Adattabilità
Un logo deve poter essere rappresentato sul web, su cartelloni, su biglietti da visita e su altri gadget, come magliette, cappellini, ecc. È dunque importante, durante la progettazione, provare il logo in varie dimensioni e in diversi colori, con un occhio di riguardo per il bianco e il nero, assicurandoci che rimanga ben riconoscibile in ogni condizione. Per questo è opportuno seguire alcune norme:

Progetta un logo riconoscibile sia in bianco che in nero.
Progetta un logo riconoscibile sia in grande su uno striscione che in piccolo su biglietto.
Non esagerare con i particolari.
4. Adeguatezza

Un logo dev’essere adeguato sotto due punti di vista fondamentali. Adeguato al prodotto: il logo di un prodotto ha anche la funzione di alimentare aspettative nel cliente e, nel caso di un’azienda, di esprimerne i valori principali attraverso colori e forme. Adeguato al potenziale pubblico: i colori di un logo che rappresenta un giocattolo per bambini, per esempio, sono differenti dai colori di un logo che rappresenta un computer. Ciò si può dunque riassumere in queste regole
Progetta un logo adeguato al prodotto che vogliamo vendere.
Progetta un logo adeguato al potenziale pubblico.

Longevità
Il tuo logo che ha senso ora, avrà senso anche tra vent’anni? Il design deve essere eterno e rendere il logo riconoscibile e apprezzabile anche a distanza di molti anni. Basti pensare a quanti loghi famosi non sono mai cambiati in molti anni e nonostante questo rimangono sempre attuali. Per evitare di creare un logo che “invecchi” nel tempo è necessario seguire due regole
Non farti influenzare da stereotipi.
Non seguire mode.

Considerazioni
Concludo sottolineando che i punti che ho precedentemente elencato vanno considerati come norme, che pertanto è opportuno (e non strettamente obbligatorio) seguire. Nel design, infatti, il gusto personale riveste un ruolo dominante, ma non dobbiamo dimenticarci che nella progettazione di un logo il gusto personale che dobbiamo tenere in conto è quello degli altri, prima che il nostro.

Come Scegliere Schermo per Proiettore

Lo schermo da video proiezione va selezionato a seconda delle caratteristiche del tipo dell’utilizzo che viene fatto. Garantendo così il massimo risultato del suo scopo. Non è assolutamente vero che basti un qualsiasi tipo di schermo e vada bene per tutti i tipi di proiezione, come neanche è possibile avere uno schermo per tutti i tipi di ambienti.

Per avere uno schermo professionale occorre che prendiamo uno schermo che si adatti al nostro ambiente e l’uso. In base a questo si possono richiedere le caratteristiche adatte, va anche valutato il tipo di superficie dove si utilizzare la proiezione. Tale obiettivo è raggiunto attraverso la possibilità di variare differenti parametri, quali, tra gli altri: le dimensioni effettive dello schermo, il colore del cassonetto.

Spesso viene richiesto di acquistare un videoproiettore senza ombra di dubbio è quello di avere a disposizione uno schermo da proiezione di notevoli dimensioni. Quando acquistiamo un video proiettore e importante selezionare al meglio tra contrasto,luminosità,grandezza del pennello di visione e risoluzione è il risultato di un immagine dinamica che influenza la distanza divisione, la distanza deve essere circa 2 volte dalla base dello schermo.

Seguendo questo procedimento sarà possibile avere un immagine dimensione grande cinematografica che non affatichi l’occhio da potere guardarci in totale tranquillità ciò che desideriamo. Chi non ha la possibilità di inserire il proiettore in un ambiente di grandi dimensioni può comprare un modello con ottica corta, che richiede una distanza dallo schermo migliore. Per dettagli sui proiettori ottica corta è possibile leggere la guida di Luca Grandini pubblicata su Videoproiettore.net.

Viene suggerito un angolo di visione di circa 50 gradi da una parte e dall’altra. Ovviamente non ha senso avere in videoproiettore di dimensione grande se abbiamo un ambiente piccolo.

Cinque Motivi per Comprare una Reflex Digitale

Molta gente acquista la reflex solamente per moda o per sfoggiare una grossa macchina che poi magari usa solo con il tasto auto o con le scene preimpostate come una qualunque compatta.
Si dovrebbe invece scegliere una reflex quando ci si accorge che la compatta ci sembra limitata e si vuole fotografare per il piacere di farlo. In sostanza quando si va oltre la foto ricordo fatta in vacanza o la sera a cena con gli amici.
In questo articolo mi propongo di analizzare i 5 migliori motivi per avere una Digital SLR.

Per single-lens reflex (SLR), o più semplicemente reflex, si intendono le macchine fotografiche dotate di un sistema di mira che permette di osservare dal mirino l’inquadratura in ingresso dallo stesso obiettivo adibito ad imprimere l’immagine sull’elemento sensibile (pellicola o sensore).

I cinque buoni motivi per possedere una reflex
Va benissimo anche per i principianti
Non c’è bisogno di essere professionisti per preferire una reflex: per realizzare scatti “immediati”, le reflex, oltre che allo scatto e all’accensione istantanei, offrono modalità di funzionamento automatico e programmi specifici che aiutano i principianti a impratichirsi ottenendo buoni risultati. In particolare, le configurazioni preimpostate permettono di affrontare le singole situazioni di scatto in maniera efficace e soddisfacente, nonché di far aumentare l’esperienza del giovane fotografo che pian piano acquisterà sempre più esperienza con la fotografia.

La sensibilità ISO
Occorre dare una definizione del termine ISO, che rappresenta lo standard internazionale di misurazione della sensibilità di una pellicola fotografica. Più questo valore è alto, maggiore è la sensibilità della pellicola alla luce che la colpisce.
In parole più semplici, quando il valore ISO è alto è necessaria poca luce per riuscire ad impressionare la pellicola al fine di ottenere una foto correttamente esposta. Questo indice è utilizzato anche per le reflex digitali, applicandolo però alla sensibilità del sensore, che solitamente spazia da 200 a 3200 ISO e che si può espandere verso l’alto o verso il basso (100 o 6400 ISO e oltre).
Un esempio pratico è che in una situazione di buona luminosità, impostando la sensibilità ISO a 200, si ottiene un ottimo scatto; viceversa, in una situazione notturna, o in cui si stanno utilizzando tempi di posa brevi o aperture del diaframma ristrette, si ottiene un buon risultato impostando un livello ISO più alto che permette di sfruttare al massimo la poca luce disponibile.
Nella seconda ipotesi, quindi con il valore ISO alto, i tempi di posa brevi e l’apertura del diaframma ristretta, si ottiene un buon aumento della profondità di campo, ma più la sensibilità ISO è alta maggiore è il rischio del fenomeno del rumore digitale (effetto “grana”).

Addio al micromosso
Non sempre lo scatto può essere studiato a tavolino, ed è qui che lo stabilizzatore ci viene incontro: esso è capace di contrastare con successo il fenomeno del micromosso, vale a dire l’effetto negativo derivato dai movimenti anche minimi della mano quando si procede allo scatto. Lo stabilizzatore integrato di una reflex può agire direttamente sul sensore oppure nell’obiettivo. Esiste anche la possibilità di utilizzare uno stabilizzatore digitale, che però interviene in fase di elaborazione dell’immagine, quindi successivamente allo scatto.

Gli obiettivi
Sono intercambiabili, per tutti i gusti e tasche, con aperture che spaziano dall’ f/1.4 in poi. Si può fare tutto, grazie alla marea di obiettivi che le case produttrici producono. Grandangoli, zoom, fisheye non sono più un mistero o oggetto dei desideri anche per i principianti.

Bracketing
Una funzione evoluta e molto utile è la cosiddetta esposizione a “bracketing“. Attivando questa opzione, la fotocamera, alla pressione del pulsante, scatterà non una, ma tre foto in rapida successione, con diversi valori di esposizione: una con l’esposizione suggerita dell’esposimetro (per quantificare la luce presente in una scena), una sovraesposta e una sottoesposta di una quantità impostata dal fotografo. É una buona soluzione da utilizzare quando si è incerti della lettura esposimetrica o per la foto “importante” che non si può assolutamente sbagliare.
Conclusioni
Le reflex sono ingombranti, pesanti, scomode da portare in giro, costose in termini di accessori e obiettivi vari, impegnative per il tempo che richiedono e non facili da usare. Di contro aprono un numero infinito di possibilità fotografiche. Se poi queste possibilità non vengono esplorate e si continua a premere il tasto auto per scattare a caso tutto quello che passa davanti l’obiettivo allora sono soldi buttati. Una DSLR può insegnarci molto, basta un po’ di pazienza e dei tentativi.

Come Guadagnare la Fiducia dei Propri Lettori

Per un sito web la strada da che porta al successo è lunga e travagliata. Nell’era in cui ogni contenuto è raggiungibile dai motori di ricerca guadagnare visibilità non è cosa semplice, e i pochi utenti che raggiungono la tua pagina le concedono in media 30 secondi prima di abbandonarla. Un sito predisposto al successo è un sito capace, prima che scada il suo mezzo minuto di gloria, di guadagnarsi la fiducia dell’utente e, se ha fortuna, di finire tra i suoi preferiti. Vediamo gli accorgimenti necessari per non perdere potenziali utenti.

Premessa: il sesto senso del visitatore
Dalle statistiche emerge che un utente che capita su una pagina di un sito sconosciuto ci si sofferma in media per 30 secondi, poi la abbandona. Perché fugge? La risposta è semplice: non trova ciò che cerca! o meglio… sa che non lo troverà!

Quando facciamo una ricerca su Google, quasi sempre capita di trovarsi di fronte a centinaia di migliaia di possibili risultati, e partendo dal presupposto che ciò di cui abbiamo bisogno (se c’è) si trova nelle prime pagine, i risultati si riducono a qualche decina. Di fronte alla prospettiva di visionare ogni risultato con il rischio di non trovare ciò che cerchiamo e di dover quindi ripetere la ricerca, la nostra fretta aumenta e, poiché è impossibile visionare in modo completo ogni pagina senza perderci un’eccessiva quantità di tempo, mettiamo in funzione il nostro sesto senso: basandoci su diversi fattori (che analizzerò più avanti) riusciamo a capire in mezzo minuto se il sito che stiamo visitando potrebbe realmente interessarci o no. E con “interessare” non mi riferisco solo al fatto di trovare nella pagina visitata ciò che al momento stiamo cercando, ma anche alla possibilità che l’intero sito possa tornare utile in futuro per quando avremo di nuovo bisogno.
In quel momento sta a te che progetti il sito web presentarti nella maniera migliore e più immediata possibile, in modo che l’utente rimanga invogliato ad un ulteriore approfondimento, anche se in quel momento non ha trovato ciò che stava cercando. In quali modi puoi convincerlo a concederti più tempo e a tornare sulle tue pagine?

La User Experience innanzitutto
Ti è mai capitato di dover cercare le posate in una cucina che non fosse la tua? Se la risposta è sì, dubito che tu abbia sprecato tempo ad aprire ogni armadietto, ma suppongo ti sia fiondato sui cassetti e più precisamente sul primo a partire dall’alto. Ho aperto questa parentesi perché quando un utente visita una pagina web si comporta esattamente allo stesso modo: se cerca il logo guarda in alto a sinistra, se cerca la pagina per i contatti guarda nel menù principale, ecc., senza perdere troppo tempo. È dunque importante seguire gli standard web e i canoni dell’usabilità, per evitare le perdite di tempo che allontanano i visitatori.
Per prima cosa è opportuno accorciare il più possibile i tempi di caricamento alleggerendo il codice, eliminando dinamismi inutili e usando altre tecniche di cui si è già parlato.
Per evitare di infastidire gli utenti frettolosi, è consigliabile evitare ogni tipo di pagina di introduzione, anche se spettacolare, a meno che abbia la funzione di veicolare informazioni.
Riguardo agli standard web, puoi essere originale e creativo anche mantenendo il logo in alto, il menù in alto o nella barra laterale, il contenuto principale al centro e usando per le pagine utili i nomi tradizionali “Home” “Chi siamo” “Dove siamo” “Contatti” (Pagine che non devono mai mancare ed essere ben visibili nel menù principale).
Un’altra importante linea guida da seguire è l’ottimizzazione del sito per tutti i browser e per tutti i device, e quando parlo di ottimizzazione non parlo solo di layout e css, ma anche di flash, che su molti dispositivi non è presente e che quindi può essere utilizzato solo dopo aver studiato un’alternativa.
In ultima analisi ti invito a riflettere: quanto tempo rimarresti su una pagina la cui grafica e colori siano “un pugno in un occhio”?

I post correlati
Soffermando l’attenzione sui blog, parliamo dei post correlati (related posts), che sono gli altri articoli che potrebbero interessare a chi visita una determinata pagina. Si trovano solitamente a fine articolo e non vanno per niente sottovalutati.
I post correlati sono una risorsa molto preziosa per un blog, perché costituiscono una delle poche porte che permettono all’utente di accedere al resto del sito. Se leggi blog abitualmente ti sarà capitato tantissime volte di cliccare sugli articoli correlati, e avrai notato che certe volte il saltare da un articolo all’altro può portarti a stare molti minuti sullo stesso sito.
Per questi motivi non puoi far mancare ai tuoi articoli dei link ad altri contenuti, che siano correlati o che non lo siano (molti blog decidono di mostrare qualche post casuale, piuttosto che i post correlati). Per far questo basta qualche riga di codice o una più semplice installazione di un plugin per WordPress.

I commenti
Continuando a parlare di blog non si può non sottolineare l’importanza dei commenti. Se gestisci un blog devi vedere i commenti come fossero oro colato, per diversi motivi:
I commenti sono lo strumento più rapido per il feedback degli utenti, per capire se un determinato argomento funziona o se il sito presenta lacune.
I commenti permettono all’utente di comunicare direttamente e in tempi brevi con l’autore.
La possibilità di commentare trattiene l’utente sul tuo sito ed è un grande incentivo a non “scappare” subito dopo aver letto l’articolo.
Devi però stare attento a rendere il tuo contenuto “commentabile”, evitando trattazioni eccessivamente tecniche a cui nulla di più si potrebbe aggiungere o lasciando questioni in sospeso a fine articolo.

Le call-to-action
Una call-to-action (letteralmente “chiamata a compiere un’azione”) è un elemento della pagina studiato per invitare l’utente a compiere un’azione. L’azione in questione può essere l’iscrizione alla newsletter, l’acquisto di un prodotto, la compilazione di un form, ecc.
Le call-to-action, che possono essere link, bottoni, form o indirizzi e-mail, per definizione invitano l’utente ad interagire con il sito e dunque a soffermarcisi per un tempo maggiore.

Rifletti
In conclusione di questo articolo ti invito a riflettere su ciò che ti ha portato a soffermarti su questo articolo e su cosa solitamente ti porta ad abbandonare una pagina o a cliccare sui post correlati. Ovviamente non mi dimentico di chiederti opinioni o critiche su ciò che hai letto, che potrai comunicare tramite i commenti!

Come Velocizzare il Browser Firefox

Mozilla Firefox è uno dei browser migliori del momento. Dietro al celebre Google Chrome e Internet Explorer, esso è il terzo più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo. A volte, però, Firefox presenta un problema che può risultare a dir poco fastidioso, soprattutto se viene ripetuto costantemente nel tempo. Sto parlando di un avvio lento del browser per aprire le pagine e le schede iniziali.

Se non sai come velocizzare Firefox e non hai la minima idea di dove iniziare, ti invito a seguire i consigli che sto per darti. Il primo passo per velocizzare questo browser ed ottimizzare le prestazioni è certamente quello di rimuovere i componenti aggiuntivi che non usi. Sto parlando di toolbar inutili, programmi di traduzione poco efficaci, add on per il download e così via.

Per controllare i tuoi componenti aggiuntivi non devi far altro che cliccare sulla sezione degli Strumenti, seleziona la scheda Componenti Aggiuntivi e conferma il tutto aprendo Estensioni. Dalla schermata in questione puoi scegliere i componenti da eliminare da Firefox. Se hai estensioni troppo datate, ti invito ad eseguire l’aggiornamento poiché le nuove versioni offrono prestazioni migliori.

Un altro passo importante per velocizzare Firefox è quello di rimuovere costantemente la cronologia, i cookie, la cache ed ogni altro dato che viene memorizzato nel browser. Per far questo apri nuovamente la sezione degli Strumenti, fai clic sulla voce Opzioni, premi sulla scheda Privacy e recati in Cronologia. Da qui puoi impostare le opzioni personalizzate che hanno a che fare con la tua cronologia.

Infine, l’ultimo metodo per rendere più veloce Firefox è quello di utilizzare un plug in completamente gratuito che prende il nome di FasterFox. Usando questo software noterai fin da subito una notevole differenza di velocità per la navigazione, per i download e per gli upload di file. Ti permette di velocizzare il collegamento tra i server e di aprire le schede di internet con più rapidità.

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